lunedì 2 luglio 2012

Deliziose allodole dalle ali di cristallo


Poi, rileggendo gli appunti, mi sono accorto che durante la chiacchierata con Fabrizio Belloni, collaboratore di Maurizio Zamparini, sono saltati fuori ben quattro Movimenti: 1) il Movimento 5 Stelle, attualmente alla ribalta della cronaca; 2) il Movimento per la gente, di cui ci vogliamo occupare qui; 3) il Movimento per le autonomie, il cui esponente più famoso è Raffaele Lombardo e 4) il Movimento per la Sicilia Territoriale.
Se poi ci aggiungiamo il Movimento per la vita, nato con lo scopo di combattere l’aborto e il Movimento Verde, con il quale mi sono presentato la prima volta alle elezioni regionali FVG del 1982, arriviamo a sei movimenti che hanno avuto più o meno incisività nella vita sociale degli italiani e si possono classificare come formazioni politiche solo un gradino più in basso dei partiti.
Tutti questi movimenti, tranne forse quello di Raffaele Lombardo, quando nascono hanno in comune la volontà di non diventare mai partito, cosa che nel caso dei Verdi e dei Grillini è stata disattesa.



Se avessi voluto scrivere un articolo come Dio comanda sulla conferenza tenuta a Palermo domenica 24 giugno, avrei dovuto essere 

presente. Ma, per me, andare nel capoluogo siciliano è come arrivare al Circolo Polare Artico. Poiché c’era, Fabrizio Belloni mi ha riferito che il Politeama era stracolmo, con mille persone assiepate anche nei palchi e 200 in piedi. C’erano anche una ventina di sindaci, e Leoluca Orlando.

Al quale, il Movimento per la gente chiede una mano, ma a patto che rimanga nell’ombra perché si preferisce non dare spazio a politici riciclati. Secondo Belloni i voti dei cattolici sono trascurati e il Movimento per la gente, alle prossime elezioni che si terranno in Sicilia in ottobre, potrebbe andare incontro alle loro esigenze. Anche Lombardo, che si è dimesso dal Movimento per le autonomie, potrebbe essere coinvolto nella formazione politica che si presenterà in ottobre, ma anche per lui vale lo stesso principio dell’aiuto discreto e non appariscente.
Posto che Maurizio Zamparini, promotore della conferenza, non si presenterà in alcun caso alle elezioni, c’è un altro personaggio che gode della stima del Movimento per la gente: Nello Di pasquale, sindaco di Ragusa.

La filosofia del Movimento per la gente è improntata alla sostituzione dello stato autoritario, a differenza del Movimento di Beppe Grillo che invece mira a semplici miglioramenti. Detta così, la faccenda sembra piuttosto pretenziosa, ma se si pensa all’idea evangelica del lievito che fa crescere la massa del pane, si deve riconoscere che sono le minoranze, nel bene o nel male, che fanno la Storia. Al momento, Zamparini e la sua formazione politica tendono a contrastare Equitalia e il sistema di tassazione che va a colpire la spina dorsale della società, le imprese che producono reddito.

Infatti, ho conosciuto Belloni proprio in occasione di una manifestazione a Udine davanti all’agenzia delle entrate, il 29 maggio scorso.
E’ un po’ la vecchia storia di Davide contro il gigante Golia e bisogna avere una grossa dose di ottimismo per riuscire a immaginare la vittoria della gente sul Leviatano statale. Di fatto, dall’avvento dell’era Monti sono state introdotte 53 nuove tasse e il malcontento si è diffuso e radicalizzato nella popolazione, tanto che forse neanche il calcio riuscirà a contenere a lungo i malumori della gente.
Purtroppo, come giustamente dice Belloni, nello scontro sociale, anche quando non è manovrato dai servizi segreti, vincono i violenti e se si vogliono ottenere quei miglioramenti che si auspicano, l’unica strada da seguire è quella del confronto democratico. E’ la strada più lunga, ma l’unica praticabile.
Il Movimento per la gente sogna uno stato che non umilii i cittadini e che produca beni, servizi e cultura. La gente deve ritornare ad essere protagonista e questi concetti hanno sollevato l’entusiasmo dei mille partecipanti alla conferenza del 24.

Personalmente credo che anche i politici di professione dicano le stesse cose, per lo meno quelle rare volte che mi capita di sentirli 

in tivù, ma la differenza è che Zamparini e collaboratori ci credono veramente, mentre un Casini o un Bersani usano questi concetti come una musica ipnotica che ammalia solo i loro fedelissimi seguaci, una specie di canto delle sirene per cercare di sopravvivere il più possibile nei posti in cui si trovano, con stipendi da favola.

Purtroppo c’è il rischio che gli scettici della politica, i disgustati della partitocrazia non discriminino tra la casta menzognera e corrotta e i movimenti che nascono dal basso. Se il linguaggio è simile è facile confondersi.
Di fatto, a Palermo, la questione focale dell’incontro è stata la nascita di una moneta locale. Non è la prima moneta locale che nasce in Italia, ma voci di corridoio sussurravano anche il nome che potrebbe avere: Trinacria. Non molto originale, ma per la Sicilia azzeccatissimo.
Belloni, tuttavia, mi ha fatto notare che Zamparini ha evitato di proposito il concetto di moneta locale. In realtà potrebbe trattarsi di certificati di credito, emessi dalle istituzioni siciliane dopo la promulgazione di un’apposita legge da parte del parlamento regionale.
Lo statuto della regione Sicilia lo consente e l’iter prevede che all’inizio, in accordo con le banche, i certificati di credito verrebbero usati per pagare gli stipendi nella pubblica amministrazione. Poi, via via, il loro uso si allargherebbe al resto della società e lo scopo finale sarebbe, dopo un periodo di convivenza parallela con l’euro, di arrivare alla tanto agognata sovranità monetaria.
Cosa quest’ultima a cui molti aspirano e di cui sui siti di controinformazione si discute assiduamente.

In linea generale, Belloni prevede che in Italia ci si troverà presto di fronte a un bivio e che diventerà sempre più impellente la 

necessità di sostituire l’attuale stato-vampiro con un delinquente come Draghi (nome non fu più azzeccato) che agisce dietro le quinte e che, in ossequio agli ordini delle banche e con la collaborazione dell’attuale primo ministro golpista, sta impoverendo l’intera società italiana.

Nel mondo si stanno delineando quattro centri di potere: 1) il nord America, compreso il Messico 2) il sud America, con il Brasile come forza trainante, 3) l’Oriente, con Cina e India in testa e 4) l’Europa.
Al momento attuale, gli Stati Uniti, che vedono perdere credibilità economica a livello internazionale, non trovano niente di meglio che affossare l’Europa, cioè le loro stesse radici etniche. Questo spiega gli enormi sconvolgimenti che colpiscono l’Europa. Io aggiungo: spiega anche le catastrofi presunte naturali, visto che gli americani hanno le tecnologie militari per implementarle.
Spiega anche, collateralmente, la rinascita dei movimenti nazionalisti, che non ci stanno a farsi colonizzare dagli Yankee.

Secondo Belloni il liberalcapitalismo è già morto, mentre il suo fratello gemello, il socialcomunismo è defunto nel 1989, con la caduta del muro di Berlino. Io non so dove il signor Belloni trae tanta sicurezza, e mi ricordo che Giorgio Ruffolo, ancora nel 2008, scrisse “Il capitalismo ha i secoli contati”, però può darsi che a quell’epoca mancassero i tasselli di cui disponiamo oggi.

Certo, sono d’accordo con Belloni quando afferma che il mondo sta andando incontro a una grossa crisi, cosa che può leggersi anche come una possibile guerra mondiale.
Se paesi come l’Italia non contano niente e sono destinati a subire le scelte degli americani, c’è però un paese che potrebbe dare qualche fastidio ai padroni del mondo americani: la Germania. Se la Merkel dovesse fare un accordo con Putin, con scambi di risorse, materie prime e tecnologia, gli USA sarebbero piuttosto contrariati e farebbero di tutto affinché non nasca l’asse Berlino/Mosca.
Ma intanto noi, sperando che qualche pazzo più pazzo degli altri, non schiacci il bottone della fine del mondo nucleare, come profetizzato da Italo Svevo ne “La coscienza di Zeno”, possiamo cercare di riprenderci la sovranità monetaria, sapendo che le nostre idee, le aspirazioni, le speranze e le buone intenzioni sono come allodole dalle ali di cristallo, che cantano alte nel cielo la voglia di giustizia e libertà, ma che un qualsiasi cacciatore potrebbe abbattere in un solo istante. Come disse il poeta, si sta come d’autunno, sugli alberi, le allodole.

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