lunedì 31 dicembre 2012

Il Grande Netturbino

Quando arrivano ai più alti vertici del Potere si montano la testa. Mao Tse Tung, per esempio, si faceva chiamare “Grande Timoniere”, ma almeno era presente in carne ed ossa e visibile a tutti. In Occidente invece sembra che le cose funzionino diversamente e i più alti vertici del Potere sono occupati da enigmatiche figure di cui a malapena conosciamo nomi e cognomi.
C’è chi, come George Orwell, si è spinto oltre ipotizzando una cupola di persone in grado di tenere sotto controllo l’intera popolazione, ma sulla cui esistenza non si ha certezza assoluta. Alle telecamere in ogni stanza, all’epoca di Orwell già tecnicamente esistenti e collocabili, negli ultimi decenni si sono aggiunti altri mezzi di manipolazione di massa e noi siamo qui in trepidante attesa che vengano messe all’opera, senza più infingimenti.
Orwell lo aveva chiamato “Grande Fratello” e qualche autore televisivo di Mediaset ha anche pensato di farne una trasmissione di successo

 
Io non lo trovo per niente divertente. Specie quando leggo notizie come questa. Il titolo mi ha fatto una cattiva impressione, ma poi, leggendo il resto, ho capito che le mini-telecamere nei cassonetti sono state messe per riconoscere e multare le persone che ancora non fanno la raccolta differenziata e depositano l’immondizia lontano dal loro comune di residenza, dove la differenziata si attua.
La parola “furbetto”, ultimamente applicata agli evasori fiscali, mi aveva messo in allarme.
La posa di telecamere negli ambienti di vita dei cittadini viene fatta passare come necessaria e in tanti casi ha anche una sua valida ragion d’essere. Abbiamo dunque il microchip sottocutaneo messo a cani e gatti per poterli recuperare in caso di rapimento o smarrimento. Abbiamo proposte di microchippatura anche per bambini piccoli, per lo stesso motivo dei cani. Abbiamo camion e autovetture dotate di sistema GPS in collegamento con il satellite, così da poterne seguire gli spostamenti nel caso in cui tali mezzi vengano rubati. E abbiamo telecamere agli angoli di banche, gioiellerie, grossi negozi, caselli autostradali e perfino lampioni, per non parlare dei sottopassi che dovrebbero essere monitorati per intervenire prontamente in caso d’allagamento.
Tutte funzioni che in teoria servono alla salvaguardia della cittadinanza onesta e per contrastare l’operato di quella disonesta.
Riguardo ai cassonetti, tema di questo articolo, in Gran Bretagna si è proposto di microchippare pure quelli, per motivi forse analoghi a quelli per cui la ditta NET di Udine ha installato telecamere in quelli posti ai lati di due grosse vie d’accesso alla città.
Gli articoli del Messaggero Veneto sopra riportati in ipertesto dicono che già un centinaio di persone sono state riprese dalle telecamere e multate dai vigili. E questo perché o non volevano tenersi in casa i sacchetti delle immondizie per troppo tempo, o perché non hanno ancora interiorizzato la necessità e il dovere civico di differenziare la spazzatura.
Tenuto conto che il cittadino pigro in oggetto potrebbe andare a scaricare le proprie immondizie in campagna senza essere visto da nessuno e senza correre il rischio d’essere multato, che un centinaio di persone siano state multate perché mettevano l’immondizia dentro i cassonetti fa una certa impressione, perché da una parte è risaputo che le vecchie abitudini sono dure da cambiare e dall’altra perché per reazione, e per una sorta d’ingenua vendetta contro le istituzioni, potrebbero prendere un’abitudine ancora più cattiva. Cioè andare veramente a gettare l’immondizia nei fossi o nei fiumi. 
Quando militavo con i Verdi negli anni Ottanta, il mensile La Nuova Ecologia riportava spesso articoli sulla raccolta differenziata dei rifiuti. Sono passati trent’anni e molti comuni del nord Italia hanno realizzato - chi più chi meno - le proposte avanzate in quegli anni dagli ecologisti. Viceversa, stando alle notizie di stampa, la stessa cosa non è successa nel sud della nostra penisola, tanto che senza scomodare lo scandalo dei rifiuti a Napoli, in Puglia se i netturbini scioperano per qualche giorno c’è sempre chi si mette a bruciare i cassonetti, con tutto il loro contenuto, in piena città. E ciò che mi ha colpito di più, leggendo questo articolo, è stata la dichiarazione del sindaco secondo cui la situazione è in fase di miglioramento.
C’è gente che appicca il fuoco vicino alle case e per lui siamo in fase di miglioramento! Allora, prima cosa succedeva?
In Trentino, i comuni consegnano una chiavetta a tutti i cittadini che pagano la tassa sui rifiuti e con quella ognuno può aprire e chiudere i propri bidoni per carta, vetro, plastica e umido. Chi non paga la tassa non riceve né chiavetta, né bidoncini e non so come possa smaltire i rifiuti che produce, ma posso immaginarlo. Dunque, siamo arrivati al punto che in Trentino chi non paga la tassa diventa automaticamente un delinquente e con i rifiuti deve arrangiarsi.
Io che le tasse non le pago, almeno quelle per cui è richiesto il mio consenso, compresa quella dei rifiuti, delinquente lo sono da un pezzo e non solo per la mia renitenza al pagamento delle imposte, ma per aver violato la legge in molte occasioni e un giorno mi deciderò a scrivere articoli autobiografici sulle mie vicissitudini giudiziarie.
Oggi voglio restare in tema di rifiuti. Al momento faccio la differenziata mettendo la spazzatura nei bidoncini di mia madre, brava e onesta cittadina che le tasse le paga da sempre. Tempo fa avevo provato a mettere bottiglie e carta nei bidoni di un paio di bar del mio paese, venendo però beccato sul fatto e redarguito.
Uno dei due locali pubblici ha provvisto i suoi bidoni di catene, chiuse con il lucchetto, perché evidentemente non ero l’unico “abusivo” che si serviva dei suoi contenitori. Forse avrà pensato: “Perché io devo pagare le tasse e questi furbetti no? Chi sono io, il più fesso?”.
Non vado mai in quel bar e non conosco il nome di quel barista, che ha sentito rumore di bottiglie in caduta, sul retro, ed è uscito come una furia per beccarmi, sgridandomi, ma non mi sogno di pensare che sia più fesso di me. Penso invece che sia una vittima come me, con la differenza che lui, se vuole tenere aperto il bar deve pagare allo Stato italiano assassino il pizzo che gli viene richiesto, mentre io mi comporto da “furbetto” e cerco si pagare meno che posso. Di mia iniziativa mai, comunque.
Sono stato educato, dalle maestre e dalla famiglia, a non gettare rifiuti in giro e, da bravo ecologista, faccio da decenni la raccolta differenziata, prima ancora che diventasse obbligatoria. Ora lo Stato italiano, con la sua ossessione per le tasse, mi spinge a diventare un fuorilegge. Lo trovo ingiusto e mi chiedo, retoricamente, cosa ho fatto di male.
All’altro barista che mi aveva colto sul fatto ho raccontato che vivo in un miniappartamento in cui non saprei dove tenere i bidoncini, giallo per la carta, verde per il vetro e marrone per l’umido (la plastica va in un sacco azzurrino).
Lui si è lasciato convincere e non ha fatto troppo il prepotente con me, mostrandosi anzi comprensivo e autorizzandomi a servirmi dei suoi bidoni, forse perché era la prima volta che aveva a che fare con un abusivo, ma da quella volta, a causa dell’umiliazione provata, non ne ho più approfittato. Non posso accettare d’essere costretto a rispondere a quello che per me è un imperativo morale, senza bisogno che me lo dica la legge, agendo come un ladro. Non è giusto che si sia arrivati a questo punto dopo tutte le energie che ho impiegato per la causa dell’ecologia e dopo tutte le raccomandazioni, le proposte di legge, le conferenze e i dibattiti fatti dai Verdi in Italia negli ultimi trent’anni. Mi sembra una degenerazione della società, oltre che una presa in giro.
Ora si va verso la repressione degl’indisciplinati, ma anche verso l’irrigidimento dei costumi, costringendoci all’ennesima guerra fra poveri. Il fatto che non tutti i Comuni si siano attrezzati per fare la raccolta differenziata porta alcune persone a dover migrare alla ricerca di cassonetti, di qualunque tipo essi siano.
Il giorno in cui mia madre verrà a mancare e i suoi tre bidoni saranno riconsegnati alla ditta che si occupa della raccolta, non saprò come smaltire i rifiuti e forse sarò costretto a rubare nottetempo qualche bidone a ignari e innocenti concittadini. Oppure potrei evitare di restituire quelli ora in uso a mia madre, sperando che non li reclamino. Non so cosa farò, ma di sicuro la tassa non la pago, come da anni non pago il canone RAI e altri immorali balzelli.
Su Facebook ho trovato una frase che mi era tanto piaciuta e che avevo pensato di trasformare in stencil, così da scriverla sui muri del mio paese: “Se il lavoro non è più un diritto, pagare le tasse non è più un dovere”. Sarebbe troppo lunga da scrivere con una bomboletta spray, ecco perché avevo pensato a uno stencil. Poi, l’idea è finita nel dimenticatoio, insieme a tante altre.
Non so come andrà a finire, per me e per tutti. Forse dovremmo sentirci preoccupati per l’aumento del numero di telecamere in circolazione. Forse ci stanno abituano a poco a poco a vivere sotto sorveglianza, su questo pianeta che non è altro che un immenso carcere. Una cosa è certa: grazie alle telecamere assicurano criminali alla giustizia, come è successo con la trentunenne che ha spinto un quarantunenne sotto le ruote del treno della metropolitana. Ma un’altra cosa è altrettanto certa: essere osservati negli angoli delle strade diminuisce la nostra personale libertà e non so a quali delle due cose, la sicurezza pubblica e la privacy del singolo, sarei disposto a rinunciare.
Temo che dovrò prendere l’abitudine di girare con una bomboletta di schiuma da barba nello zainetto, ma alcune telecamere sono troppo in alto e dovrei portarmi dietro anche una scala.
Tanto vale che passi direttamente alla fionda.



12 commenti:

  1. Ho notato che la parola Stato la scrivi con la maiuscola e quindi, tutto sommato, tanto anarchico non sei

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    1. E' solo per non fare confusione con la parola "stato", nel senso di "stato d'animo", "stato di cose", ecc.

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  2. Un altro modo di utilizzare i rifiuti.

    Un video imperdibile di 19 minuti:


    http://www.youtube.com/watch?v=GJ-p8yr5dRw&feature=player_embedded


    Lo si trova su Luogo Comune.

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  3. il problema è che tutti i sistemi di controllo,nel nome della sicurezza...sono dual-use......possono essere usati x sicurezza e controllo.....a giudizio di chi decide.
    ormai tutta l'elettronica moderna con una connessione,sia via cavo o etere,ad internet è soggetta a controllo da parte di programmi software spia....o di controllo...l'esempio più lampante è il software di riconoscimento biometrico.
    altra tappa x attuare il controllo totale delle persone...dolenti...è la moneta elettronica,che prima o poi nel nome della sicurezza avrà compimento,il lato rovescio della medaglia è che con un tastino pigiato da chi può,la tua moneta elettronica,i tuoi documenti elettronici,spariscono.....e tu 6 completamente alla mercè.................
    io la verità non la so,e qua non si tratta della verità sta nel mezzo..........ma credo,con ragionevole certezza,che il vero scopo sia l'assogettamento totale degli esseri umani,mascherato con la sicurezza......affinchè chi ha neuroni funzionanti viva nella paura,e come si sa,il passato insegna,la paura rende le persone prigioniere con un piccolo distinguo:
    chi non ha capito x i + svariati motivi o ha tanto benessere che gli va bene così e quindi non ha stimoli nel cercare di capire detti prigionieri volontari.... e chi ha capito ma ha paura.
    alla fine il tutto è pienamente funzionante x colpa nostra,x le nostre debolezze mentali e/o spirituali x non voler vedere il male che ci consuma dentro tutti noi il materialismo assoluto.
    non ne verremo fuori,da qualche parte ho letto che tutti noi siamo dio e lucifero,credo sia una delle frasi che ci descrivono nella maniera + corretta possibile.
    saluti e speriamo.....in un buon anno nuovo.
    comunque guai a perdere la speranza!!!

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    1. Citazione:
      "o ha tanto benessere che gli va bene così e quindi non ha stimoli nel cercare di capire .... e chi ha capito ma ha paura".


      Io aggiungerei anche la categoria di coloro che sono stati plagiati alla perfezione, con manipolazione di qualche genere, se non sono ibridi veri e propri, asserviti alla Casta.

      Credo che gli alieni siano a buon punto nell'essersi circondati da schiavetti votati alla loro causa.

      E nel fatto stesso che io parli di alieni (che nessuno ha mai visto), c'è già il germe della mia.....pazzia.
      Potrebbero farmi internare in qualsiasi momento, se insisto.

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    2. A proposito di alieni... ma lo sai che su SL ti reclamano!!!!???? :-))))
      Lo feci anch'io, infatti Sandra mi ha dato la segnalazione - e ringrazio.
      Mi sa che le tue argomentazioni in merito mancano a diverse persone.
      Ora vado a meditare... che per domani devo fare il salto quantico, e il tempo stringe ;-))
      Un buonissimo inizio e te e a Tutti.
      Cat

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    3. Bene!
      C'è un'intima soddisfazione nel sapere di essere reclamati, ma è pur sempre una vittoria di Pirro.

      Sto ancora aspettando che, a reclamarmi, sia il Grande Capo Lino Bottaro.

      Vedremo se succederà nel 2013.

      Dici che devi fare il...salto quantico come dire: "Devo andare in piscina".

      :-)

      Ciao

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  4. Confermo, io non leggo più in stampalibera, è diventata di una noia! Sono passata nel tuo blog.....troppo interessanti i tuoi articoli ciao Maria g.

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    1. Grazie Maria!
      Con questo tuo intervento mi fai cominciare il 2013 sotto i migliori auspici.

      Ben arrivata.

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  5. Ci sono anch'io... più qui che da SL.

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  6. Stasera guardando il cielo stellato mi domandavo: chissà cosa dovremo commentare tra qualche giorno, o tra qualche mese, di cosa dovremo occuparci che ora non immaginiamo... sono proprio curiosa. Ma intanto vi auguro fantastiche visioni e profonde intuizioni. Un saluto affettuoso a Roberto, Cat, e a tutti i commentatori del blog.
    Sandra

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    1. Grazie, ma non fa un po' freddo per guardare il cielo in questa stagione?

      Anche tu t'aspetti qualcosa d'inaspettato per il 2013, eh!

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