sabato 11 maggio 2013

Panem, salamen et circenses

  

Quando l’ho saputo non ci volevo credere. Non potevo credere che si usassero metodi così squallidi. E antichi. Secondo consuetudine, i candidati storicamente promettono un pollo in ogni pentola, ma per fortuna quel genere di promessa è sempre rimasta confinata nelle bugiarde velleità virtuali di quella cosa sporca chiamata politica, mentre qui, a Brescia, si sta toccando il fondo.
Si sta mettendo in pratica quel metodo populista di accattivarsi le simpatie gettando il pane dagli spalti del Colosseo, come si vede nel film “Il gladiatore”. Oggi, a voler confermare che quel vecchio metodo funziona ancora, Berlusconi, con i soldi dei rimborsi elettorali, raduna gente di tutti i tipi, principalmente extracomunitari, che a Brescia abbondano, regalando loro dieci euro, un panino al salame e una bottiglietta d’acqua.
La scelta di imbottire il panino con carne di maiale, dovrebbe in teoria tenere lontani vegetariani e musulmani, a meno che non sia stata fatta di proposito per indurre in tentazione i secondi che – com’è risaputo – quando sono in Europa allentano le proprie convinzioni religiose e si concedono qualche strappo alla regola, soprattutto con gli alcolici.
Circa i vegetariani che si dovessero lasciar tentare dal salame, lo escludo. Semmai si lascerebbero tentare dai dieci euro, come la maggior parte degli altri studenti, disoccupati, casalinghe e perditempo vari. Si presume che se uno fa una scelta vegetariana, per motivi etici o di salute, si collochi su un livello sociale tendenzialmente alto, con la conseguenza che in fatto di politica è anche piuttosto esigente e non si lascia certo ingannare da metodi così plateali e infantili.

Prendere il popolo per la gola, visto che ancora non si può parlare di fame vera, è operazione fin troppo scontata e truffaldina, ma a quel popolo bisognerebbe aprire gli occhi e far sapere che a ridurre l’economia italiana sul lastrico è proprio quel personaggio che vanno ad ascoltare e ad applaudire, non solo lui, s’intende, ma insieme al resto della Bilderberg combriccola.
Così, avendo quei miserabili dieci euro in cambio del mancante posto di lavoro, della precarietà di un lavoro saltuario e di un futuro altrettanto aleatorio,  si darà ascolto al proverbio che è meglio un uovo oggi a una gallina domani, ma non si farà nulla per lanciare un segnale maturo di dissenso verso le mafiose istituzioni che ci governano e per mandare a casa un personaggio che ha fatto fin troppi danni.
In tivù vedremo se l’operazione “Panem et salamen” sarà riuscita, ma intanto mi chiedo come facesse Mussolini a riempire le piazze d’Italia. Nessun libro di storia dice che regalasse qualcosa. Anzi, quando non bastava la bolsa retorica patriottica, era lui a chiedere gli anelli nuziali alle spose d’Italia, fusi, trasformati in lingotti e finiti nelle banche vaticane di Londra, a conferma che potere laico e Chiesa cattolica hanno sempre agito di comune accordo, anche se apparentemente si contrastavano.
Il fascismo ci ha condotto alla guerra, senza panini al salame. A cosa ci condurrà il berlusconismo? Posso facilmente immaginarlo, giacché i padroni del mondo hanno sempre usato le guerre per uscire dalle crisi da essi stessi allestite.
Ai soldati prima dell’assalto alla baionetta si distribuiva un cordiale. La prossima volta che Berlusconi radunerà le folle in piazza, se oltre al panino verrà data una lattina di birra ghiacciata allora vorrà dire che ci stiamo avvicinando allo scontro finale. Alla riduzione della popolazione mondiale tanto agognata dai massoni vaticani.
In caso di birra ghiacciata mi farei tentare anch’io ma preferisco immaginare che gruppi di antagonisti dei centri sociali vadano a prendersi i dieci euro, la bottiglietta d’acqua e pure il panino. E poi se ne vadano quando sta per parlare il leader maximo, gettando le bandierine e i cappellini nei bidoni della spazzatura, che è il posto dove meritano di stare.

2 commenti:

  1. Pur sforzandomi non riesco a rilevare differenze tra Silvio e tutti gli altri simil-attori, quanto al voto in molti giornali a tiratura nazionale campeggiava la notizia che qualche centinaia d'italiani si vendeva il proprio voto per la cifra sul post indicata.
    Viva la democrazia!!!!

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    1. E' la sindrome del piatto di lenticchie.


      Berlusconi ha cominciato la sua carriera come cantante cabarettista sulle navi da crociera.

      Attività che non ha mai smesso e che va sotto la dicitura: "Deformazione professionale".

      Infatti, sembra che l'Italia sia una specie di Titanic che sta affondando. Lui è il menestrello giusto.

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