mercoledì 10 luglio 2013

Il nocciolo dell'immigrazione

 


 
E' mai possibile non appaia evidente come sia inutile, pretestuoso e perfino dannoso dibattere sull'immigrazione restando nei due termini contrapposti, cioè: proteggiamo il nostro paese dall'invasione barbarica con qualunque mezzo, o  apriamo le porte ai poveri lavoratori del terzo mondo....
Possibile, ma dico, possibile che a nessuno venga in mente di dibattere sul vero nocciolo della questione: questi disperati si gettano nel Mediterraneo e hanno prima di tutto un diritto negato: quello di non abbandonare le loro famiglie!
Quello di non abbandonare i loro paesi lasciandoli in balia delle multinazionali con vecchi, donne e bambini unici testimoni dello scippo sistematico delle loro risorse? Quello di non vedersi arrivare l'ipocrita carità delle adozioni internazionali, quando con una sola bistecca alla settimana qui, in meno, il bambino è già salvo.


Aiutiamoli a coltivare cibo che resti a loro disposizione e non che parta per nutrire i nostri maiali e manzi...o le povere mucche da latte. Aiutiamoli a studiare, a costruire strade e pozzi, a depurare la loro acqua e a far in modo che la vita là, sia sicura e piacevole per tutti.....
Ognuno di noi ha il diritto e dovere di poter vivere dignitosamente e di contribuire a rendere bello il suo paese. Migrare non è un diritto, è una pena. E' andare a servire il paese di un altro....
Ma scommetto che di economia politica, ecologia della nutrizione, interessi mafiosi delle multinazionali dell'industria alimentare e impronta idrica nessuno ne parla, nè a destra nè a sinistra.
Mi fanno orrore certi ignoranti retrogradi e mi fanno schifo certi arroganti progressisti, due volte, perchè pensano di essere dalla parte del debole e sono dei miseri complici del sistema.

5 commenti:

  1. ho due amici dell'esercito che sono stati a Lampedusa e sono appena tornati ... alla faccia delle fandonie raccontate dai media, la situazione è terribile, e il piu' scandaloso è che, a detta loro, lo smacco maggiore è che tutto era chiaro e lapalissiano, gli sbarchi erano organizzati dallo stato, e loro erano messi li tanto per salvar la facciata... una cosa disgustosa

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    1. Su Facebook avevo letto di passaggio che a organizzare le partenze dei disperati, sulle coste libiche, è un prete etiope o somalo, non so se copto o cattolico.

      Purtroppo, quando mi è capitato quell'articolo, non mi ci sono soffermato, poiché andavo di fretta.

      Se è vero, la visita del Papa a Lampedusa completa un quadro ben preciso. Vaticano e governo ombra degli Illuminati vogliono arrivare al più presto al "melting pot" e alla destabilizzazione sociale.

      Se chiedessero al popolo italiano se è d'accordo, avrebbero forse delle sorprese. Nessuno sta pensando a un referendum?

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  2. Quando si dice la coincidenza!


    Ho appena trovato su Facebook una foto del prete che organizza i viaggi dei....disperati.

    Si chiama Mosé Zerai e ci potrebbe scappare un articolo, se trovo materiale su di lui.

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    1. questo potrebbe magari aiutare...:
      "Ore 21 di ieri sera: Un prete eritreo riceve una telefonata, l’ennesima. E’ sempre lui, Don Mosé Zerai, tutti i passeurs hanno il suo numero, se ne sono già occupati. Dietro ogni sbarco con “telefonata”, c’è il prete eritreo.
      Il traffico funziona in questo modo. Si prende il mare dalla Libia, poi si danneggia il barcone e si avvisa Don Mosè Zerai, il sacerdote eritreo responsabile dell’agenzia Habeshia, da quel momento parte la segnalazione del sacerdote alla Guardia Costiera: “mi hanno chiamato e stanno affondando, sono…”. Il resto lo immaginate: i nostri “crocerossini” corrono in acque libiche a prendersi i clandestini.

      Le agenzie la raccontano così:

      Sono tuti salvi i 226 profughi che stavano viaggaindo dalla Libia all’Italia a bordo di due gommoni, entrambi andati presto in avaria. A bordo anche 37 donne, di cui una incinta e un bambino. A raccogliere le richieste di aiuto, giunte via satellitare, nella serata di ieri erano stati Don Mosè Zerai, il sacerdote eritreo responsabile dell’agenzia Habeshia, e suor Grazia di Bari.

      “Venite a prenderci, stiamo per affondare”, l’appello arrivato da un’imbarcazione carica di 111 persone, che avrebbe preso il mare venerdì scorso, individuata a circa 30 miglia da Tripoli.

      Un’ora più tardi, la seconda richiesta di aiuto, da un’imbarcazione con 115 migranti, a circa 60 miglia da Tripoli. Le capitanerie di porto hanno immediatamente dirottato in area il rimorchiaore “Asso 30″: circa un’ora fa si sono regolarmente concluse le operazioni di trasbordo di tutti i passeggeri su motovedette della Guardia costiera ora dirette a Lampedusa.

      Ovviamente le agenzie mentono, riportano la versione del trafficante.
      Per le agenzie e i pennivendoli siamo ancora al “profughi”. Il loro, è il disperato tentativo di distorcere la realtà dei fatti con l’utilizzo, meschino, delle parole. Profughi di quale guerra?
      E ci sono sempre alcune donne, usate come “scudi umani”, e c’è sempre un “bambino”. I famosi “bambini” dell’inchiesta romana.

      Intanto nessun magistrato indaga sul prete trafficante.
      Come mai gli scafisti hanno il suo numero? Conoscete disperati col satellitare? E’, il prete, per caso anche implicato nella truffa dei falsi profughi minorenni?
      Queste domande sono poste ai magistrati che, poverini, non hanno tempo per indagare su Don Mosè Zerai e i suoi strani contatti. Troppo impegnati nel perseguire chi non prevede i terremoti.

      Il business dei “profughi” è un business fiorente che ha ben attecchito nella cerchia dei “preti” xenofili e delle loro associazioni. Non è quindi bizzarro che, visti i soldi che ogni immigrato vale per l’associazione che lo ospita, la stessa cerchi di farne arrivare il più possibile. Bizzarro è che nessuno indaghi.

      Intanto, altri 226 invasori sono stati raccolti dai collaborazionisti della Guardia Costiera (anche loro hanno la percentuale sul “profugo”, come le associazioni romane?) e, da oggi, riceveranno 45€ al giorno delle nostre tasse. Vitto e alloggio escluso, ovviamente.

      C’è un prete trafficante in Vaticano. E un’accozzaglia di complici nelle Capitanerie di porto, di medici compiacenti negli Ospedali e di dis-informatori nelle redazioni dei giornali.
      Il loro unico scopo è farne venire il più possibile. Perché ci guadagnano."
      http://xn--identit-fwa.com/blog/2012/10/24/ce-un-trafficante-di-clandestini-in-vaticano/

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