lunedì 28 ottobre 2013

La manipolazione della realtà

 
Fonte: Asinus Novus

Testo di Serena Contardi

Esiste un sito spazzatura, molti di voi lo conosceranno, che si chiama tuttiicriminidegliimmigrati.com: razzisti vi elencano illeciti di migranti per altri razzisti, che possono così sentirsi giustificati nel proprio razzismo. Fortunatamente, è un sito che fa schifo a tutte le persone decenti che conosco (o, più semplicemente, a tutte le persone decenti che esistono). Eppure, queste persone decenti, spesso non si fanno scrupolo di linkarti notizie di figli di genitori vegani ammalati o deceduti, onde dimostrarti – in aperta contraddizione con quanto vuole l’American Dietetic Association – quanto il veganismo sia insalubre e pericoloso, specie per i bimbi (faccio notare, en passant, che sono già nati spazi web che si prefiggono lo scopo di tenere il conto dei pargoli vegani “uccisi”: una sorta di tuttiicriminideivegani.com). Non si accorgono che il meccanismo di generalizzazione – parziale e interessato – è esattamente lo stesso, e quando fai questo accostamento solitamente si inalberano.

                                                                                                                                                  
D’altronde, anche i giornali ci mettono del loro: è risaputo che, nel caso di crimini commessi da stranieri, la stampa è sempre molto attenta a evidenziare la nazionalità o l’etnia dei rei (o presunti tali), identificandoli integralmente con quella; mentre, per contro, si tralascia volentieri di riportare queste “sottigliezze” quando essi si trovano nel ruolo di vittime.
Stessa sorte tocca ad altri gruppi minoritari. Quando si tratta di bambini malnutriti, danneggiati dall’incompetenza dei genitori, questa dinamica si ripresenta pressoché identica: il genitore non è più un criminale o un irresponsabile, ma un vegano. Donde se ne ricava che tutti i vegani sarebbero criminali e irresponsabili nei confronti dei figli; che magari andrebbero loro tolti, come auspicava una pagina facebook.
Leggiamo come Giornalettismo, una testata che non sembra avere gli animalisti in grande simpatia, sceglie di titolare la notizia di una madre francese alla quale è stato levato il figlio dalla magistratura perché severamente sottopeso:
“Il neonato denutrito tolto alla mamma vegana”.

Ora, ci è perfettamente noto che notizie come questa, a partire dai titoli con cui vengono proposte, sono fortemente connotate in senso strumentale (l’effetto generalizzazione è spesso del tutto voluto), ma Giornalettismo (l’autore non si firma…) prosegue il suo attacco al veganismo tout court in maniera davvero spregiudicata:
Una dieta vegana non è probabilmente adatta ai bambini appena nati. A sollevare dubbi è il caso di un neonato tolto dalla magistratura alla sua famiglia, in Francia, a causa dell’alimentazione (vegana, appunto) imposta dalla mamma.

Più avanti ci viene detto che la madre nutriva il figlio con del comune latte di riso, così da rispettare la sua scelta di alimentazione non violenta. Quello che viene omesso, è che le madri vegane – quelle dotate di senno – non si fanno alcun problema a somministrare prodotti animali ai loro bebé: direttamente dal loro seno, sotto forma di genuino e saziante latte umano (siamo anche noi animali, eh).
Ci si chiederà a questo punto come se la cavino nel caso il latte non dovesse essere sufficiente. Esattamente come se la cavano molte di quelle madri i cui figli sono intolleranti al latte vaccino: con formule per lattanti a base vegetale, che non sono la stessa cosa del latte di riso che si può trovare al supermercato. Significativamente, su questi neonati “vegani” per forza di cose, non per scelta etica dei genitori, nessuno scrive articoli allarmistici di questo calibro.

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