mercoledì 15 gennaio 2014

I cacciatori libanesi fanno i birichini

 

“L'Ue faccia tutto quello che è in suo potere per fermare il bieco bracconaggio di uccelli migratori nei cieli del Libano”. Lo chiede con un'interrogazione alla Commissione europea Andrea Zanoni, eurodeputato PD e vice presidente dell'Intergruppo per il Benessere e la Conservazione degli Animali al Parlamento europeo. “Prospera in Libano un’intensa e gravissima attività di bracconaggio, come ampiamente descritto e riassunto in un recente report dai membri dell'associazione Comittee Against Bird Slaughtery (CABS). Il risultato è che migliaia di uccelli protetti in Europa, magari anche grazie progetti finanziati dall'Unione europea, vengono poi sterminati a fucilate in Medio Oriente”.

 
Il Comittee Against Bird Slaughtery, nel quale operano anche volontari italiani, denuncia lo sterminio di almeno 143 diverse specie di uccelli, tra le quali le specie a rischio del Capovaccaio (Neophron percnopterus), della Cicogna bianca (Ciconia ciconia), del Re di quaglie (Crex crex) e molte altre. Prove dello sterminio sono le stesse foto degli uccelli uccisi pubblicate dai bracconieri su Facebook.

“Lo Stato del Libano si trova al centro di un’importantissima rotta migratoria per l’avifauna europea, meta prediletta di transito e svernamento per diversi milioni di uccelli. Per questo l’attività venatoria nel Paese è stata formalmente vietata sin dagli anni Novanta, in seguito alle pressioni esercitate da numerose associazioni internazionali e ad accordi intercorsi in proposito con l’UE e l'ONU. Più recentemente alcuni progetti internazionali hanno ribadito la necessità di tutelare questa rotta”, spiega Zanoni. “Nonostante ciò, ogni anno in Libano le doppiette fanno stragi”.

“Per questo motivo ho chiesto alla Commissione europea di chiarire quali siano gli accordi  vigenti tra Ue e Libano sulla tutela degli uccelli migratori e caccia, quali iniziative intende intraprendere per un loro eventuale mancato rispetto e di valutare la subordinazione di accordi commerciali con il Libano, o altre misure urgenti, al rispetto da parte di quest’ultimo degli impegni presi a livello internazionale e comunitario in merito alla lotta al bracconaggio”, conclude l'eurodeputato.

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