domenica 16 febbraio 2014

47 giorni di digiuno

 

Davide Battistini, l’attivista di Ravenna da 43 giorni in sciopero della fame, ha interrotto ieri sera la sua protesta. La presentazione della proposta di legge presso il Consiglio della Regione Emilia Romagna e l’appoggio arrivato, oltre che dai due presentatari (Marco Monari – Pd, Gabriella Meo – Verdi), anche dai Consiglieri Mauro Manfredini (LN) e Andrea Defranceschi (Movimento 5 Stelle) ha infine determinato la scelta. Dunque, se tutto va bene, stop alla catena per i cani. Questo, come è noto, era lo scopo della protesta di Battistini. 43 giorni senza toccare cibo ed ormai prossimo a subire danni irreparabili per il suo fisico. Danni che sarebbero stati certi nel momento in cui Battisti iniziava, come annunciato, anche lo sciopero della sete.


“La proposta presentata in Consiglio Regionale non mi convinceva – riferisce Davide Battistini a GeaPress – ma su questo, come per altre scelte, ho voluto coinvolgere le persone con le quali ho condotto questa battaglia. Sono tantissime, ringrazio tutti. Migliaia di persone“. Poi la lettera del Governatore della Regione Emilia Romagna Vasco Errani. Una lettera che però non ha convinto. Battistini la definisce generica e molto poco vincolante. Una speranza, senz’altro, ma Battistini chiedeva di più. Un impegno per una cosa precisa e per la quale, già da tempo, si doveva arrivare ad una soluzione. Soffre un cane tenuto alla catena? “Sicuramente si – riferisce Battistini – come già asseriscono datate sentenze sul maltrattamento inteso non solo come sofferenza fisica ma anche psichica“.

Nelle scorse ore, infine, la svolta. Monica Donini (Federazione della Sinistra) presidente della IV Commissione Politiche per la Salute e Politiche Sociali illustra a Battistini l’iter indispensabile della legge. Un viaggio senza ritorno, a quanto pare. Entro due mesi la legge dovrebbe essere approvata. Bisogna rispettare però i tempi tecnici non più comprimibili oltre i due mesi. Poi le garanzie per un inasprimento delle sanzioni sui casi di maltrattamento, oltre che maggiori spazi per i ricoveri degli animali.

Proprio ieri pomeriggio era pervenuta a Davide Battistini, l’ultima segnalazione da parte di alcuni volontari della provincia di Venezia. Animali detenuti in condizioni pessime e richieste di intervento che sarebbero rimaste inevase. Come forse già dovrebbe essere per catene e ricoveri. Eppure sembra proprio che senza uno scatto di civile insofferenza, non si riesce ad ottenere il riconoscimento di un diritto.
                                                                                                                                                                  
Forse lo stesso spirito che il 16 dicembre del 2008 animò quegli scatti fotografici che fecero ovunque conoscere la situazione dei cani pointer dell’ormai arci noto canile Guberti. Fu proprio lui, Davide Battistini, a fare le fotografie. Poveri cani sotto la pioggia. Poi tutto il resto, emerso nel corso delle indagini della Magistratura.
In quella stessa giornata, Battistini inviò gli scatti alle redazioni dei giornali. Una settimana dopo, il Ministero della Salute, con l’allora presenza del Sottosegretario Francesca Martini (LN) intervenne sulla vicenda. Il Corpo Forestale inviò lo speciale Nucleo del NIRDA, istituito dalla legge 189/04 per il rispetto dei compiti prefissi dalla nuova norma sul maltrattamento degli animali. La vicenda giudiziaria è ancora aperta. Due sentenze, entrambe di condanna, ma con i legali dell’allevatore che parrebbero avere annunciato ricorso in Cassazione. I pointer, però, furono mandati tutti via, nonostante le proteste di personaggi afferenti al mondo degli allevatori.

Forse, di tanto in tanto, sarebbe bene rivedere quelle foto, visto che occorrono 43 giorni di sciopero della fame per richiedere una cosa che dovrebbe essere scontata: vietare la catena ai cani.

Quando si parla con Battistini, si trova innanzi una persona animata da una freschezza intellettuale che lo stress dei 43 giorni senza cibo, non ha intaccato. Per parlare ha però bisogno di sedersi. E’ debole ed il suo primo cibo sono stati ieri sera due bicchierini di succo di mirtillo. “Devo riprendere a mangiare molto lentamente – spiega Battistini – Il ritorno al cibo può essere pericoloso“. Un ritorno graduale, ampio almeno quanto gli stessi giorni dello sciopero della fame. Gandhi, Marco Pannella (pur nelle critiche di alcune posizioni) passando per filosofi e citazioni letterarie. Battistini si è mangiato, come dice lui, 15 chili del suo corpo. Due in più rispetto all’ultimo referto medico. La freschezza dei suoi ideali è però intatta.

Se tutto va bene, grazie ad una battaglia di civiltà, l’Emilia Romagna potrebbe essere la prima Regione d’Italia a vietare la catena ai cani.

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