sabato 21 marzo 2015

Boia chi molla!




Sibilla Iacopini dopo 9 anni vissuti da vegana ha deciso di tornare all'alimentazione che seguiva prima di eliminare completamente dalla sua dieta ogni cibo di origine animale: il racconto entusiasta del suo "ritorno alla carne" sta facendo molto discutere il web diviso tra chi supporta la sua scelta e chi invece difende lo stile di vita vegano. Quando durante una cena si scopre che uno o più dei nostri commensali sono diventati vegetariani o vegani , spesso le domande fioccano: generalmente coloro che preferiscono evitare di mangiare carne vengono invitati a cambiare idea dai "carnivori", o viceversa. Invece da qualche giorno, in rete, è possibile leggere le riflessioni di una donna che ha abbandonato i pasti vegani raccontando che questa scelta per lei è "puro godimento".

Sibilla ha raccontato questa fase di transizione su GenerazioneBio:
Ho iniziato a cambiare la mia alimentazione circa nove anni fa, quando sono diventata vegetariana prima e poi, gradatamente, vegana. L’ho fatto per tanti motivi, etici innanzitutto, avendo letto e compreso dell’impatto che lo stile di alimentazione vigente ha sul pianeta, le persone e gli animali; poi salutistici e infine psicologici, per il senso di controllo sulla mia vita che ricavavo dall’attenermi scrupolosamente a una regola. Ciononostante, non mi sono mai sentita veramente parte di un gruppo, perché non mi riconoscevo nello spirito battagliero che normalmente viene associato a una persona vegana. Quel mix di superiorità morale, indignazione e condanna che senza parole, o con molte parole, dice: tu sei sbagliato.

Ma il viaggio di Sibilla non si è fermato qui. Molte persone credono che essere vegani sia lo stile d'alimentazione privo di carne più rigido che esista, ma non è così. Nel suo viaggio all'interno del "mondo veg" la donna ha incontrato diete ancora più diverse e particolari: mi sono imbattuta negli ehretisti, che utilizzano il criterio della formazione di muco come fonte di tutti i mali e per evitarlo eliminano tutti i cibi che lo producono, compresi i cereali. Sempre più difficile. Ancora un piccolo passo ed ecco i crudisti, che a quanto detto aggiungono che quando è nato l’uomo certo non cucinava il proprio cibo, motivo per cui non cuociono nulla e si assicurano un apporto vitaminico maggiore. All’interno dei crudisti ci sono però i fruttariani, puristi che mangiano solo i frutti, sostenendo che l’uomo originario, e quindi il suo apparato digerente, non avrebbe scelto verdure sgradevoli al palato da crude (crucifere, tuberi…) ma avrebbe decisamente preferito la frutta dolce e matura, che non a caso piace ai bambini (quelli non corrotti dal cibo spazzatura).

All’interno dei fruttariani ci sono anche i monofrutto: i melariani, ad esempio, rilevano che la composizione della mela sia così completa ed eccezionale che potrebbe rappresentare l’unico sostentamento. Beh, qui la ricerca della dieta perfetta aveva raggiunto lo stadio di ‘aspetta un attimo…’. Anche perché, volendo, esiste l’alimentazione pranica: vivere di sola luce. C’è una signora australiana, Jasmuheen, che insegna a ricavare il nutrimento dall’energia universale, e la intende, tra l’altro, come una possibile soluzione alla fame nel mondo. Nel suo percorso Sibilla ha fatto spesso uso di varie tecniche di meditazione, ed ha deciso di ascoltare la voce del suo corpo. Ha deciso di smettere di domandarsi cosa fosse eticamente corretto nei confronti degli animali, concentrandosi sui gusti, desideri, talenti e preferenze del suo organismo.

Per la prima volta mi sono aperta alla domanda se tutta questa faccenda del veganesimo fosse leggera o pesante per me, e la risposta, forte e chiara, è stata: PESANTE. Ero diventata vegan a partire da nessuna domanda ma tante conclusioni e decisioni: avevo deciso di volta in volta quale cibo fosse migliore per me, l’avevo imposto al mio corpo senza mai ascoltarlo. Tutto questo conflitto e giudizio può salvare davvero il nostro amato pianeta e gli animali sfruttati? Come possiamo cambiare e contribuire a cambiare il mondo, se non siamo disponibili a dare a noi stessi ciò di cui abbiamo bisogno? Come sarebbe scegliere di mangiare ciò che il corpo richiede, e mangiarne solo finché ci dà godimento? Senza punti di vista o limitazioni..? Mangeremmo meno? Mangeremmo meglio? E se fosse il corpo a scegliere cosa mangiare? In fondo, è lui quello che mangia! Sibilla Iacopini chiude questa riflessione con l'attuale menù tipico di una sua giornata che comprende frutta, pasta, ortaggi, cioccolata, latte, tè, frutta secca, germogli e budino al cacao: la sua scelta la soddisfa pienamente, come racconta lei stessa: "Non so che ne diranno i dietisti, i vegetariani, i vegani, i macrobotici, i crudisti, la mia mamma (che saluto) e gli esperti di ogni genere: per me è puro godimento, e ancora non ho smesso di raccogliere consapevolezza da questo immenso senso di libertà che provo, da quando ho smesso di imporre al mio corpo punti di vista altrui spacciati per miei".

3 commenti:

  1. Lupus in fabula: torno appena ora dal colloquio con Valdo Vaccaro...! Billy the Kid

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    1. Se dovessi scegliere a chi dar credito, a Sibilla Iacopini o a Valdo Vaccaro, non avrei dubbi a scegliere il secondo.
      Non c'è partita!

      Chissà come mai i giornali mainstream non danno spazio a Valdo?!

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  2. beh anche fra le teste di cazzo ci sono molteplici varietà... gli stronzi, gli psicopatici, i narcisisti, i pidioti, ecc, ecc, ecc.
    Questa è solo propaganda...chi è Vegano non torna indietro, come chi è Ateo...bI propagandisti anti Vegano sono pure MALE informati...i Fruttariani manginao i frutti che non sono solo mele e pere, ma fagiolini, melanzane, peperoni, pomodori, i frutti insomma, non la pianta...
    Viva Valdo
    Viva Vaccaro
    Viva la Scienza
    Viva la C oscienza
    Viva la Coerenza
    La Drastica Monia, Fruttariana

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