sabato 11 giugno 2016

La giornata tipo di due animaliste


Le magliette erano a Vicenza e dovevano arrivare a Muggia, in provincia di Trieste. E' stata adottata la stessa tecnica, chiamata “staffetta”, di quando si vuol far arrivare un cane da Palermo a Varese, o da Foggia ad Aosta: entrano in azione volontari, in genere donne, che fanno un pezzo di strada in macchina con a bordo il cagnetto, in direzione del nord Italia. Si danno appuntamento con la volontaria successiva in qualche autogrill per la consegna del cane, che alla fine arriva nella città di destinazione, dove un'altra volontaria s'incarica di consegnarlo alla famiglia adottiva. Indispensabile uno smartphone collegato a internet. Contemplando il fenomeno nella sua interezza, è bello vedere come ci sia fra gli animalisti una comunanza di idee e di propositi. Benché abusata come parola, penso che anche questo si possa chiamare amore. Con le 20 magliette partite da Vicenza, con destinazione la due giorni di cultura vegana di Muggia, io non ho fatto da staffetta, ma da tramite tra le due volontarie viaggiatrici.



La prima, Daniela Billiani (in foto), è partita da Porcia ed è venuta a Codroipo a consegnarmele. La seconda, Barbara Novelli, è venuta a Codroipo da Udine per recuperarle e portarle il giorno dopo a Muggia, per essere vendute sul banchetto dell'OIPA, dove lei si sarebbe fermata tutto il giorno. Io non ho fatto altro che consegnarle a Barbara, dopo che Daniela se n'era andata. Per me è stato un piacere incontrare le due attiviste e non ho consumato una sola goccia di benzina. Anzi, mi è servito per ammirare la dedizione con cui queste due brave colleghe stanno dedicando la vita, come ho fatto io in passato, per la causa dei diritti animali.


Forse si potrebbe valutare negativamente il fatto che c'è molto dispendio di energie per ottenere un risultato di poco conto, se si pensa che in questi tempi di crisi (e parlo come esperto nel settore dei mercatini dell'usato) poche persone sono disposte a spendere 12 euro per una T-shirt, a meno che non siano spinte dalla consapevolezza che lo fanno per una buona causa. Massimo Tettamanti (in foto), medico antivivisezionista, parla a Muggia in una sala al coperto, mentre all'esterno c'è il gazebo con materiale informativo, libri, opuscoli, manifesti, spille e le sudate magliette vicentine, oltre all'immancabile cassetta per le offerte. Tra il trasportare un essere vivente, sapendo che gli si cambia in meglio la vita e il trasportare magliette che, anche se dovessero essere acquistate e indossate, non cambieranno la vita delle cavie dentro gli stabulari, c'è una certa differenza. Nel primo caso ci si può dichiarare soddisfatti, nel secondo è già meno gratificante. Ma questo è soggettivo e io parlo per me, ovviamente.


Se qualcuno pensa che una volta effettuato il passaggio del materiale, le due animaliste avessero finito, si sbaglia. In realtà – e questo spiega perché sono stato coinvolto abitando a metà strada tra Porcia e Udine – sia Daniela che Barbara Novelli (in foto) avevano ancora mille cose da fare prima di sera: la prima andare a recuperare dei cuccioli di gatto, la seconda passare a ritirare delle cialde vegane a forma di cuore (anche sulle magliette ho notato lo stesso simbolo) in una pasticceria, da portare il giorno dopo a Muggia, così da variare la merce in vendita e attirare anche i golosi: si tratta di strategia di marketing. Anche Barbara non scherza in fatto di collocamento cuccioli. L'ho notato perché mentre sorseggiavamo due cioccolate al latte di riso, seduti al tavolo di una pasticceria codroipese, il cellulare le squillava di continuo, ma lei non rispondeva per rispetto nei miei confronti. Cosa apprezzata. Alla mia esortazione di rispondere, Barbara ha ribattuto: “So di cosa si tratta: rogne!”, intendendo con tale termine anche le richieste di intervento per recupero e collocamento di cuccioli.


Benché queste colleghe abbiano tutta la mia ammirazione, io non potrei mai fare questa vita. Non mi ci sento tagliato. Il mio curriculum comprende attività di tipo illegale sul genere di A.L.F. ma ciò non significa che non consideri altrettanto importante occuparsi di cuccioli in esubero. E' senz'altro un'opera meritoria, che peserà su groppone degli animalisti finché non si realizzerà la totale eliminazione del randagismo mediante la sterilizzazione dei cani e dei gatti senza padrone.


Tuttavia, collocare cuccioli non è l'unica attività delle due animaliste. Daniela si dà molto da fare a Pordenone per organizzare conferenze. Barbara è guardia eco-zoofila (G.E.Z.) e, con i suoi colleghi dell'OIPA, riesce ad intervenire con sanzioni pecuniarie in casi di maltrattamento, arrivando anche al sequestro degli animali maltrattati. Se in passato non avessi scelto la strada ribelle, come cantava Lou Reed forse anch'io sarei diventato una guardia zoofila, ma il destino non si sceglie e il passato non si cambia. Si diventa ciò che si è e io sono sempre stato insofferente verso leggi e regole. Un ribelle. Credo tuttavia che anche questo, a dispetto delle apparenze e dei luoghi comuni, sia amore.

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