domenica 14 gennaio 2018

Non sarà l’Anticristo, ma l’Antipoverello d’Assisi, sì!


Fonte: La Stampa

Papa Francesco, tramite l’Elemosineria Apostolica, offre oggi pomeriggio uno spettacolo al circo a oltre duemila tra bisognosi, senzatetto, profughi, detenuti e volontari. Ma subito incontra le proteste dell’Ente nazionale protezione animali (Enpa), che contesta l’iniziativa bollando il circo come «luogo di sofferenza». L’annuncio dello spettacolo riservato oggi pomeriggio ai poveri dal Circo Medrano era stato dato ieri dall’elemosiniere pontificio, il polacco mons. Konrad Krajewski. «Nel pomeriggio di giovedì 11 gennaio, papa Francesco - attraverso l’Elemosineria Apostolica - invita i poveri, i senzatetto, i profughi, un gruppo di carcerati, le persone e famiglie più bisognose, insieme ai loro volontari, a partecipare ad uno spettacolo circense», spiegava in una nota. Infatti, il Circo Medrano (Viale Gigli - Saxa Rubra) ha messo a disposizione tutti i 2.100 posti del grande tendone per questo evento di carità che la famiglia Casartelli e l’imprenditore Fabrizio Grandi hanno voluto chiamare «Circo Solidarieta» per i poveri del Papa. Al termine dello spettacolo, le persone più bisognose riceveranno anche un sacchetto per una «cena al secco». L’iniziativa, però, non è andata giù all’Enpa, che ha voluto ribadire come il circo sia «un luogo di sofferenza in cui altre creature vengono sfruttate». L’ente ha lanciato un appello al Pontefice affinché «rivolga il suo sguardo misericordioso e caritatevole ai nostri fratelli più piccoli». 



«La stragrande maggioranza delle persone e dei fedeli ritengono che l’amore per gli animali non debba essere sacrificato all’amore per il prossimo, ma al contrario faccia parte di un armonioso sentire, come oltre sette secoli fa insegnava al mondo il Santo di cui Ella ha scelto di portare il nome», scrive nell’appello la presidente dell’Enpa, Carla Rocchi. «Ci chiediamo con stupore, Santità, come il Suo Magistero possa coniugarsi con la costante, ripetuta e mai superata disattenzione che la Cattedra di Pietro riserva agli animali», si legge. 


«Ne è testimonianza nel tempo l’attenzione dedicata ai circensi pure essendo note le condizioni di disagio, dovute alla innaturale condizione di detenzione e allo sfruttamento, quando non al maltrattamento - e comunque diseducative - in cui gli animali vengono costretti ad esibirsi». «Ella rappresenta per il mondo un riferimento di sensibilità ecumenica che non può non comprendere tutte le creature che con noi abitano la terra. Abbia anche per queste creature - conclude Rocchi - la pietas che Francesco propose al mondo in tempi ben più bui di quelli attuali». Più volte Francesco, come d’altronde i predecessori, ha ospitato nelle udienze generali gli artisti circensi, che ha definito «creatori di bellezza». Da qui, anche lo spettacolo offerto oggi in dono ai poveri. Ieri, invece, nell’udienza generale, si è soffermato ancora sulla messa. Con una raccomandazione rivolta ai sacerdoti: «niente fretta durante la celebrazione e fate rispettare il silenzio. Serve al raccoglimento dell’anima». 

Nessun commento:

Posta un commento